Amministrazione di sostegno – Legge 9 gennaio 2004, n. 6

Amministrazione di sostegno - Legge 9 gennaio 2004, n. 6

Cos'è

È un istituto che mira a tutelare, in modo transitorio o permanente, le persone che - per infermità o menomazioni fisiche o psichiche, anche parziali o temporanee - non hanno la piena autonomia nella vita quotidiana e si trovano nell'impossibilità di provvedere ai propri interessi (anziani, disabili fisici o psichici, alcolisti, tossicodipendenti, malati).

Scopo della legge è quello di supportare queste persone aiutandole ad affrontare problemi concreti come: acquistare, vendere, affittare un appartamento o investire somme di denaro.

Per questo motivo l’istanza per la nomina dell’amministrazione di sostegno deve indicare l'atto o le tipologie di atti per i quali è richiesta l'assistenza.

L'amministratore viene nominato dal Giudice Tutelare e viene scelto, preferibilmente, nello stesso ambito familiare dell’assistito (coniuge non separato, una persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio, il fratello o la sorella, e comunque un parente entro il quarto grado). Se necessario può essere nominato amministratore una persona estranea (ad es. in caso di conflitto tra i parenti).

Al minore di età, può essere nominato un AdS nell’ultimo anno di minore età, ma la nomina diventa esecutiva al compimento del 18°anno.

N.B.: Non basta che la persona sia incapace per chiedere la nomina di un amministratore: occorre anche che sussista un interesse attuale e concreto al compimento di atti che l’interessato non potrebbe compiere da solo, da farsi in un arco temporale ragionevolmente breve.

Normativa

Legge n° 6 del 9/01/2004 (G.U. n. 14 del 19/01/2004)

Artt.404 e segg. C.c.

Chi può richiedere

La domanda può essere presentata dall'interessato, anche se incapace, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado (genitori, figli, fratelli o sorelle,nonni, zii, prozii, nipoti, cugini), dagli affini entro il secondo grado (cognati, suoceri, generi, nuore), dal tutore o curatore e dal Pubblico Ministero.

I responsabili dei servizi sanitari e sociali, se a conoscenza di fatti tali da rendere necessario il procedimento di amministrazione di sostegno, possono proporre il ricorso o darne notizia al Pubblico Ministero.

Cosa serve

- Nota di iscrizione a ruolo  e marca da €.27,00

- Domanda  al Giudice Tutelare di nomina di amministratore di sostegno

- la documentazione indicata nella domanda

Come si svolge il procedimento

Deve proporsi domanda al Giudice Tutelare (v. modulistica) del luogo ove vive abitualmente la persona interessata (se ricoverata permanentemente presso una residenza per anziani o altra struttura, è competente il Giudice del luogo di ricovero).

Il ricovero temporaneo (es. per riabilitazione) invece non influisce sul luogo ove presentare la domanda, che resterà determinato in base alla residenza.

Se con la domanda, il richiedente propone il nome di una persona per  l’assunzione della carica di amministratore di sostegno (l’indicazione non è peraltro vincolante per il Giudice) dovrà depositare il certificato dei carichi pendenti e il certificato generale  del casellario  della persona proposta (da richiedere alla competente Procura della Repubblica).

La domanda va depositata presso la cancelleria della Volontaria Giurisdizione (vedi orario di apertura al pubblico) personalmente dal ricorrente o da persona da lui delegata (in tal caso vanno esibiti la delega e il documento di riconoscimento del delegante).  La cancelleria iscriverà a ruolo il procedimento e rilascerà il relativo numero nonché il provvedimento di fissazione udienza.

Dopo il deposito, il ricorrente e, una volta nominato, l’ADS potranno seguire l’iter del procedimento collegandosi al portale telematico del Ministero della Giustizia (consultazione pubblica dei registri) .

Il ricorrente è tenuto ad inviare una fotocopia della domanda  presentata e del decreto di fissazione dell’udienza (tramite notifica a mezzo di ufficiale giudiziario od almeno con raccomandata con ricevuta di ritorno) a tutte le persone che potrebbero opporsi alla nomina: la stessa persona per la quale si richiede la nomina di amministrazione (gli va spedita anche se totalmente incapace), il coniuge, il padre e la madre, i figli e i fratelli.

Se la persona interessata aveva un fratello o una sorella morti precedentemente anche i figli di questi ultimi.

Se mancano tutte queste persone (solo se mancano tutti) i nonni, gli zii, i prozii e cugini della persona per la quale si richiede la nomina. Ciò perché queste persone devono essere avvisate della possibilità che sia nominato l’amministratore.

In alternativa queste persone possono intervenire all’udienza oppure si può far firmare loro la domanda e allegare una fotocopia della carta di identità.

La comunicazione va fatta, quantomeno, ai parenti ed affini che sono più vicini al beneficiario e che possono rendere informazioni utili.

All’udienza il Giudice Tutelare deve sentire l'interessato (che quindi deve recarsi in Tribunale) e può assumere informazioni e disporre accertamenti anche medici.

Se la persona interessata è trasportata in ambulanza il Giudice potrà esaminarla all’interno del veicolo.

Se non è possibile trasportare il beneficiario nemmeno in ambulanza, è necessario segnalarlo nella domanda e produrre un certificato medico di non trasportabilità da presentare all’udienza. Ove la persona interessata non compaia il Giudice rinvierà la decisione e fisserà nuova udienza per l’esame.

Il Giudice Tutelare pronuncia un decreto con il quale accoglie o rigetta l’istanza di nomina di amministratore di sostegno,  nomina l’ADS e fissa la data del relativo giuramento, se trattasi di persona diversa da quelle presenti in udienza.

Effetti

Il decreto del Giudice stabilisce la durata dell'incarico e i poteri dell'amministratore di sostegno.

Lo stesso viene annotato nei registri di stato civile a margine dell'atto di nascita del beneficiario. Può essere modificato successivamente per esigenze che si manifestino in un secondo momento.

La stessa amministrazione di sostegno può essere revocata qualora ne vengano meno i presupposti o se essa si riveli non idonea a realizzare la tutela del beneficiario.

Doveri dell'amministratore di sostegno

Con il giuramento l’amministratore di sostegno si impegna a svolgere il proprio incarico con fedeltà e diligenza (prima del giuramento non può esercitare le funzioni); nello svolgimento dei suoi compiti deve tenere conto delle aspirazioni e dei bisogni del beneficiario ed informarlo delle decisioni che intende prendere, relazionando, in caso di dissenso, il Giudice Tutelare.

Appena nominato l’amministratore dovrà fare un elenco dei beni di maggior valore del beneficiario (mobili, quadri, oggetti preziosi, immobili), che presenterà al primo rendiconto (v. punto che segue).

Ogni anno, decorrente dal giorno del giuramento, l’amministratore deve depositare presso la cancelleria della Volontaria Giurisdizione ovvero presso  gli Sportelli Territoriali per l’amministrazione di sostegno il rendiconto della gestione economica (v. modulistica) nonché una breve relazione scritta con cui  fornirà al Giudice Tutelare ogni informazione utile circa il suo operato e le condizioni di vita e salute del beneficiario. Alla cessazione dell’incarico (per decesso del beneficiario o per altra ragione) l’amministratore di sostegno dovrà depositare in cancelleria un rendiconto finale sul modello di quello annuale (v. modulistica) , allegando la documentazione attestante le entrate e le uscite e l’estratto conto bancario o postale.

L’amministratore dovrà documentare ogni spesa rilevante non ordinaria.

L’amministratore potrà erogare spese ordinarie nei limiti fissati dal Giudice nel decreto. Se il limite si rivelasse troppo basso, dovrà chiedere al Giudice un suo adeguamento prima di superarlo, oppure, per casi in cui la spesa abbia carattere eccezionale e non abituale, una specifica autorizzazione (v. modulistica)

L’amministratore deve evidenziare per iscritto, depositando la richiesta in Cancelleria, eventuali esigenze sopravvenute che rendano necessario modificare o integrare i poteri previsti nel decreto di nomina.

Se si rendesse necessario compiere atti di straordinaria amministrazione (partecipare ad atti notarili, accendere mutui, promuovere giudizi ed altro, v. art. 374 e 375 cod. civ.) e comunque quelli per cui il Giudice abbia così stabilito, l’amministratore dovrà preventivamente chiedere al Giudice Tutelare l'autorizzazione. (v. modulistica).  N.B.: l’autorizzazione va invece richiesta al Tribunale del luogo di apertura della successione qualora si tratti della vendita di beni pervenuti al beneficiario per successione e  sia ancora in corso  la procedura di accettazione con beneficio di inventario (ad esempio quando non siano stati ancora liquidati tutti beni).

Attenzione: l’autorizzazione deve essere richiesta prima di impegnarsi con terzi (es. prima di sottoscrivere un contratto preliminare con cui si impegni a vendere, ovvero un compromesso), perché l’autorizzazione potrebbe anche essere negata e l’amministratore si troverebbe a dover rispondere dei danni.

Rapporti con istituti affini

In caso di incapacità gestionale totale, anziché un amministratore di sostegno,  si può chiedere di  nominare un tutore.

È preferibile quest’ultima soluzione qualora ci sia il rischio che il soggetto possa essere vittima di raggiri (ad esempio perché, anziché trovarsi in una casa di cura, abbia una sua autonomia e abbia possibilità di fare acquisti sconsiderati o entrare in contatto con terzi che possano approfittare di lui), oppure se si debbano gestire situazioni complesse (es. quando la persona è titolare di una impresa).

La nomina del tutore presuppone però l’attivazione di un diverso procedimento (interdizione), per il quale occorre l’assistenza di un avvocato. L’interdizione potrebbe essere dichiarata anche se, nel corso del procedimento di amministrazione di sostegno, il Giudice lo ritenesse necessario. In questo caso trasmetterà gli atti al Pubblico Ministero perché promuova il procedimento.

Situazioni di emergenza

In caso di necessità molto urgente, il Giudice Tutelare può anche d'ufficio adottare provvedimenti immediati (art. 405 co.4) per la cura della persona e del suo patrimonio e nominare un amministratore provvisorio per il compimento di singoli atti.

Gratuità dell'ufficio

L’ufficio è gratuito.  Può essere però attribuita una indennità: nella relativa richiesta vanno elencate le attività svolte di tipo economico con indicazione del valore, le attività di cura del beneficiario con indicazione (se l’ads è un professionista) delle ore impiegate nello svolgimento dell’incarico e della particolare gravosità, nonché vanno elencate le  eventuali spese sostenute se non già rimborsate su autorizzazione del Giudice Tutelare.

Informazioni

È possibile ricevere informazioni, assistenza e depositare i rendiconti  relativi all’amministrazione di sostegno presso gli Sportelli Territoriali (nella pagina è possibile trovare indirizzi ed orari di apertura).

Atti riguardanti i minori sottoposti a responsabilità genitoriale

Cosa sono

Entrambi i genitori, o il genitore che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale, rappresentano ex lege i figli minori o nascituri.  Essi pertanto possono compiere liberamente, ossia senza bisogno di alcuna autorizzazione, atti ed attività necessari alla cura ed educazione dei figli stessi (c.d. ordinaria amministrazione).

Vi sono tuttavia atti (c.d. eccedenti l’ordinaria amministrazione) per il cui compimento il legislatore, a tutela degli interessi patrimoniali del figlio minore, ha previsto che i genitori debbano richiedere preventivamente l’autorizzazione del Giudice Tutelare. Il Giudice Tutelare autorizza l’atto se valuta che esso risponda all’interesse del figlio, sia cioè necessario o  utile per il minore o il nascituro: gli atti che necessitano di tale autorizzazione sono quelli elencati nell’art. 320 c.c. . In particolare, deve essere richiesta tale autorizzazione per vendere o ipotecare beni del figlio, accettare o rinunciare ad eredità, accettare donazioni, stipulare mutui, effettuare transazioni o compromessi, riscuotere capitali.  Nel caso in cui sussista un conflitto di interessi, attuale o potenziale, tra il minore e uno dei genitori esercenti la responsabilità su di esso,  il figlio minore sarà rappresentato dall’altro genitore; se il conflitto sussiste tra il figlio ed entrambi i genitori (o quello che esercita in via esclusiva la responsabilità) ovvero tra più figli minori soggetti alla stessa responsabilità genitoriale occorre richiedere preventivamente al Tribunale la nomina di un curatore speciale, il quale curerà gli interessi del minore in conflitto e richiederà le opportune autorizzazioni al compimento degli atti.

Il Giudice Tutelare, nell’autorizzare l’atto, determina altresì le modalità di impiego delle  somme eventualmente ricavate. Attenzione: nel caso di vendita di beni ereditari pervenuti al minore in successione e per i quali non si sia ancora conclusa la procedura di accettazione con beneficio di inventario (per esempio non siano ancora stati liquidati tutti i debiti), l’autorizzazione alla vendita del bene va richiesta non al Giudice Tutelare, ma al Tribunale (del luogo di apertura della successione) che provvede in Camera di Consiglio su  parere del Giudice Tutelare.

Normativa di riferimento

Art.320 c.c.

Art. 747 cpc

Chi può richiergli

I genitori congiuntamente o quello che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale

Cosa serve

Nota di iscrizione a ruolo

Ricorso con relativi allegati (v.  modulistica)

Per le  richieste di autorizzazioni alla vendita di beni ereditari è dovuta la marca da bollo da €.27,00

Come si svolge il procedimento

Occorre proporre un ricorso al Giudice Tutelare competente (che è quello del luogo in cui il minore ha la sede principale dei suoi affari ed interessi) oppure,  nel caso di vendita di beni ereditari,  al Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione, spiegando le ragioni che rendono l’atto necessario, utile o conveniente per il minore.

Il ricorso va depositato presso la Cancelleria della Volontaria Giurisdizione (v.orari di apertura della cancelleria), la quale rilascerà il numero di iscrizione a ruolo del procedimento. E’ possibile verificare l’iter e l’esito del procedimento via internet, collegandosi al Portale telematico del Ministero della Giustizia (consultazione pubblica registri) seguendo il percorso indicato e inserendo il  numero di iscrizione a ruolo del procedimento.

Una volta verificato che il provvedimento sia stato reso, il ricorrente potrà recarsi in cancelleria per la richiesta di copia. La cancelleria non da’ comunicazioni.

La riabilitazione da protesti

La riabilitazione dai protesti

Cos’è/cosa serve

La riabilitazione è un provvedimento che serve a “cancellare” il protesto levato a seguito del mancato pagamento di una cambiale o di un assegno bancario. Per effetto della riabilitazione, il protesto si considera a tutti gli effetti come mai avvenuto.

Normativa

Art. 17 l. 108/1996

Chi può richiederla

Il debitore che abbia adempiuto l’obbligazione di cui al titolo protestato, che abbia cioè pagato l’importo dallo stesso portato oltre agli interessi e alle spese, quando sia trascorso un anno dal levato protesto e purché in quel lasso di tempo non abbia subito ulteriori protesti

Competenza

La domanda va proposta al Presidente del Tribunale competente in base al luogo di residenza del soggetto protestato

Cosa serve

- Istanza riabilitazione dai protesti

- Nota iscrizione a ruolo riabilitazione protesto

- Documentazione giustificativa indicata in calce all’istanza

- Contributo unificato di €. 98,00

- Marca diritti da €.27,00

Come si svolge il procedimento

Il soggetto interessato ad ottenere la riabilitazione deve depositare apposita istanza, unitamente alla nota di iscrizione a ruolo e alla documentazione giustificativa, nella cancelleria della Volontaria Giurisdizione (orari di apertura della cancelleria). Se a richiedere la riabilitazione è una società, l’istanza deve essere proposta dal suo legale rappresentante (anche in proprio, se trattasi di società di persone).  

La cancelleria iscrive a ruolo il procedimento e rilascia il relativo numero attraverso il quale l’utente, collegandosi al Portale Telematico del Ministero della Giustizia (consultazione pubblica dei registri) può seguire l’iter del procedimento e prendere visione dell’avvenuto deposito del provvedimento conclusivo.

Il Presidente del Tribunale, verificata la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge, accoglie l’istanza proposta e concede la riabilitazione.  In caso di documentazione incompleta o in mancanza dei presupposti previsti dalla legge, invita il ricorrente ad integrare la documentazione prodotta oppure rigetta il ricorso.

Avverso il provvedimento che accoglie o rigetta l’istanza di riabilitazione è possibile proporre opposizione avanti la Corte di Appello competente entro 30 giorni  decorrenti dalla comunicazione del provvedimento di diniego o dalla pubblicazione del decreto di riabilitazione nel Bollettino dei  protesti cambiari 

 Per i soli protesti levati nella Provincia di Lecco:

il provvedimento che accorda la riabilitazione viene  trasmesso direttamente dal Tribunale  alla Camera di Commercio di Lecco senza bisogno che l’utente si rechi in Cancelleria per richiederne copia conforme. La Camera di Commercio procederà poi, tempestivamente, alla pubblicazione del decreto del Presidente del Tribunale nel Registro Informatico dei Protesti.

L’utente, trascorso qualche giorno dall’emissione del provvedimento, verificata attraverso la consultazione del Portale Telematico del Ministero della Giustizia (consultazione pubblica dei registri), dovrà recarsi presso la Camera di Commercio di Lecco per richiedere la definitiva cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti

Per i protesti levati al di fuori della Provincia di Lecco:

l’utente,  verificata l’emissione del provvedimento attraverso la consultazione del Portale Telematico del Ministero della Giustizia (consultazione pubblica dei registri),  dovrà recarsi in Cancelleria per ritirare copia conforme, corrispondendo i relativi diritti (€11,54). Successivamente l’utente dovrà  consegnare detta copia alla competente Camera di Commercio per la  pubblicazione del decreto di riabilitazione e  la definitiva  cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti

n.b. Decorso il termine di 5 anni dal protesto questo viene  comunque cancellati dal Bollettino   dei protesti.

Successioni

Successioni

Cos'è

Al momento della morte di una persona si apre la sua successione (art.456 cod.civ.), la quale può essere testamentaria (qualora il defunto abbia  disposto delle sue ultime volontà con testamento) oppure legittima (qualora, mancando in tutto o in parte un testamento, l’eredità si devolva per legge).

In caso di successione legittima, chiamati all’eredità sono il coniuge, i discendenti (legittimi, naturali, adottivi), gli ascendenti legittimi, i collaterali, gli altri parenti entro il sesto grado e, in mancanza, lo Stato. Il coniuge e i parenti di grado più vicino escludono quelli di grado più lontano.  Il codice civile (artt.565 e segg. c.c.) stabilisce poi se e  quando detti chiamati concorrano tra loro e la quota spettante a ciascuno. Nella successione legittima opera poi l’istituto della rappresentazione, la quale fa subentrare i discendenti legittimi o naturali nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non possa o non voglia accettare l’eredità. La rappresentazione ha luogo a favore dei discendenti dei figli del defunto e dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del medesimo. La rappresentazione opera anche nella successione testamentaria ma solo quando il testatore non abbia provveduto alla nomina di un “sostituto” e sempre che non si tratti di diritti di natura personale.  La successione testamentaria non può ledere i diritti successori che la legge riconosce a favore dei c.d. legittimari (coniuge, figli legittimi e naturali, ascendenti legittimi: art. 536 c.c.), ai quali, quindi, spetta una quota dell’eredità a prescindere dalla volontà del de cuius. Pertanto, il soggetto che decida di fare testamento può disporre liberamente dei suoi beni solo per la quota c.d. disponibile (variabile in relazione alla qualità e al numero dei legittimari):  nel caso di lesione della quota c.d. di “legittima”, gli aventi diritto (ossia i legittimari) potranno chiedere la c.d. riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni effettuate in vita dal de cuius   eccedenti la quota disponibile ed essere reintegrati così nei loro diritti.

Sia gli eredi legittimi che quelli testamentari possono accettare puramente e  semplicemente l’eredità, rinunziare ad essa oppure accettare con beneficio di inventario (artt. 470-527 c.c). I minori e i soggetti sottoposti a tutela o curatela possono accettare l’eredità – previa autorizzazione del Giudice Tutelare – solo con beneficio di inventario;  con la stessa modalità possono accettare l’eredità anche le associazioni e gli enti, pur se non riconosciuti (con l’esclusione delle società). Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni,   ma chiunque vi abbia interesse può chiedere al giudice competente la fissazione di un termine (art. 481 c.c.) entro il quale il chiamato all’eredità deve dichiarare se accetta o rinunzia all’eredità.

L’accettazione pura e semplice

L’accettazione pura e semplice può essere espressa - quando, con atto pubblico o con scrittura privata, il chiamato all’eredità dichiari di accettarla o assume il nome di erede - oppure tacita - quando il chiamato compia un atto che presuppone la sua qualità di erede. La dichiarazione di accettazione non può essere sottoposta a termini o condizioni e non può essere parziale.

Con l’accettazione pura e semplice l’erede subentra in tutti i rapporti, sia attivi che passivi, facenti capo al de cuius ed è tenuto perciò a pagare i debiti ereditari anche quando superino il valore dei beni ereditati.

L’accettazione con beneficio di inventario

L’accettazione con beneficio di inventario ha invece lo scopo di evitare la confusione dei due patrimoni, che restano perciò separati: l’effetto più importante è che l’erede risponderà dei debiti ereditari e dei legati solo nei limiti dell’attivo ereditario. La dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario deve essere preceduta o seguita dall’inventario dei beni alla cui redazione provvede un notaio o un cancelliere nominato dal tribunale
(v. sezione dedicata). Se però il chiamato è nel possesso dei beni ereditari l’inventario va fatto nel termine di tre mesi dall’avvenuta accettazione o dalla notizia della devoluzione dell’eredità. Trascorso tale termine il chiamato è considerato erede puro e semplice (art.485 c.c.).

La rinunzia

E’ possibile rinunziare all’eredità entro lo stesso termine decennale di prescrizione del diritto di accettare. Tuttavia, poiché il possesso di beni ereditari o il compimento di atti di pertinenza dell’erede (esempio riscossione dei crediti, pagamento di debiti, godimento di beni ereditari etc) implica accettazione (tacita) dell’eredità, non può più rinunziare chi abbia precedentemente compiuto uno di detti atti.  La rinunzia all’eredità può essere revocata se il diritto di accettare l’eredità non si sia prescritto e se l’eredità non sia stata accettata da altri chiamati.

La rinunzia e l’accettazione con beneficio di inventario sono  necessariamente espresse: le relative dichiarazioni possono essere rese davanti ad un notaio o ad un cancelliere del Tribunale competente che raccoglierà e verbalizzerà la dichiarazione e la inserirà nel registro delle successioni del Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione.

L’accettazione (con beneficio di inventario) o la rinunzia nell’interesse di minori, interdetti, inabilitati o soggetti che beneficiano dell’amministrazione di sostegno devono essere preventivamente autorizzate dal Giudice Tutelare (v.modulistica nelle relative sezioni)

L’eredità giacente

Quando il o i chiamati all’eredità non sono noti o comunque non hanno ancora accettato l’eredità e non sono nel possesso di beni ereditari, può essere nominato, su istanza di chiunque vi abbia interesse o anche di ufficio,  un curatore dell’eredità giacente (art. 528 c.c.) il quale provvede all’inventario dell’eredità, alla gestione del patrimonio ereditario, a promuovere ed esercitare le ragioni dell’eredità e, previa autorizzazione del Tribunale, anche al pagamento dei debiti ereditari e dei legati. Il curatore resta in carica sino a quando gli eredi non abbiano accettato.

L’esecutore testamentario

Il testatore può nominare uno o più esecutori testamentari (art. 700 c.c..)  che avranno il compito di curare l’ esecuzione alle disposizioni di ultima volontà del testatore. Se sono nominati più esecutori testamentari, essi devono agire congiuntamente, salvo che il testatore abbia diviso tra loro le attribuzioni. Possono essere nominati anche un erede o un legatario.

L’esecutore testamentario amministra come un buon padre di famiglia i beni ereditari, dei quali prende possesso per un periodo non superiore ad un anno decorrente dalla data di accettazione, salvo che il Tribunale non ne prolunghi la durata per un altro anno. Egli può compiere tutti gli atti di gestione del patrimonio ereditario che si dovessero rendere utili o necessari e, previa autorizzazione del Tribunale sentiti gli eredi, può altresì procedere alla vendita dei beni ereditari. Deve consegnare all’erede che ne faccia richiesta i beni dell’eredità che non siano necessari all’esercizio del suo ufficio e deve rendere il conto della gestione al termine della stessa nonché, qualora si prolunghi, spirato l’anno dalla morte del testatore. Egli è tenuto al risarcimento dei danni nei confronti degli eredi e dei legatari in caso di colpa. L’Ufficio dell’esecutore testamentario è gratuito ma il testatore può stabilire una retribuzione a carico dell’eredità. L’esecutore testamentario deve accettare o rinunziare alla carica con dichiarazione da farsi avanti il cancelliere del Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione.

Normativa

Artt. 456 - 768 c.c.

Competenza

E’ competente il Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione ossia quello dell’ultimo domicilio del defunto

Rinunzia ed accettazione con beneficio di inventario rese davanti al cancelliere: come si svolge

La verbalizzazione della dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario e della rinunzia all’eredità si effettuano solo su appuntamento da richiedere alla cancelleria tramite mail all’indirizzo volontaria.tribunale.lecco@giustizia.it ovvero, ove ciò non fosse possibile, recandosi  personalmente in cancelleria con la fotocopia dei documenti sottoindicati (v.orari di apertura al pubblico).

Due giorni prima della data fissata l’utente dovrà anticipare  allo stesso indirizzo mail il file in formato word  già compilato e completo di tutte le indicazioni
(v. modulistica). Il mancato invio del file comporterà la cancellazione dell’appuntamento.

La cancelleria provvede all’iscrizione della dichiarazione nel registro delle successioni e rilascia il relativo numero. Una volta adempiute le formalità della trascrizione (per le accettazioni con beneficio di inventario) e della registrazione (per la rinunzia) la cancelleria rilascerà copia degli atti, previa corresponsione dei relativi diritti e bolli. Prima di recarsi in cancelleria per il ritiro della copia l’utente potrà verificare l’avvenuto adempimento degli incombenti di legge collegandosi al Portale Telematico del Ministero della Giustizia (consultazione pubblica dei registri).

Accettazione e rinunzia alla carica di esecutore testamentario: come si svolge

La verbalizzazione della dichiarazione di accettazione o di rinunzia alla carica di esecutore testamentario si effettua solo su appuntamento da richiedere  alla cancelleria tramite mail all’indirizzo volontaria.tribunale.lecco@giustizia.itovvero, ove ciò non fosse possibile, recandosi  personalmente in cancelleria con la fotocopia dei documenti sottoindicati (v.orari di apertura al pubblico). Due giorni prima della data fissata l’utente dovrà anticipare  allo stesso indirizzo mail il file in formato word già compilato e completo di tutti le indicazioni
(v. modulistica). Il mancato invio del file comporterà la cancellazione dell’appuntamento.

La cancelleria provvede all’iscrizione della dichiarazione nel registro delle successioni e rilascia il relativo numero. Adempiute le formalità  di legge, la cancelleria rilascerà copia degli atti, previa corresponsione dei relativi diritti e bolli. Prima di recarsi in cancelleria per il ritiro della copia, l’utente potrà verificare l’avvenuto adempimento degli incombenti di legge collegandosi al Portale Telematico del Ministero della Giustizia (consultazione pubblica dei registri).

Cosa serve

Il giorno e l’ora concordati l’utente dovrà presentarsi personalmente in cancelleria con  copia dei documenti di identità  e dei  codici fiscali del o dei  comparenti e del defunto, certificato di morte e:

Per l’accettazione con beneficio di inventario:

- n.2 marche da €. 16,00
- n. 1 marca da €. 11,54
- F 24 per l'importo di €.294,00 (il relativo  pagamento va però effettuato dopo la dichiarazione)

Per la rinunzia all’eredità

- n.1 marca da €. 16,00
- F 24 per l’importo di €.200,00 (il relativo pagamento può essere effettuato anche prima della dichiarazione)

Per l’accettazione o la rinunzia alla carica di esecutore testamentario:

- copia autentica del verbale di pubblicazione del testamento
- n.1 marca da €.16,00
- e, per la sola accettazione della carica di esecutore testamentario,  F24 per l’importo di €.200,00 (il relativo versamento può essere effettuato anche prima della dichiarazione)

Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio

Albo dei Consulenti Tecnici d'Ufficio

CONSULTA L'ALBO CTU E PERITI

Cos’è

Il Consulente Tecnico d’ufficio è un ausiliario del giudice al quale fornisce, su richiesta ed  indicazione del giudice stesso, le informazioni di carattere tecnico o specialistico che necessitano ai fini della decisione di un procedimento giudiziario in materia civile.

Coloro che, in possesso di particolari competenze professionali o tecniche, vogliano svolgere l’attività di consulente tecnico del giudice devono presentare  domanda di iscrizione all’apposito Albo tenuto presso il Tribunale nella cui circoscrizione si ha la residenza ovvero il domicilio professionale.

L’Albo è tenuto dal Presidente del Tribunale e le decisioni relative all’iscrizione  o alla cancellazione sono deliberate da un Comitato da lui presieduto e del quale fanno parte il Procuratore della Repubblica, il rappresentante dell’Ordine professionale ovvero della Camera di Commercio. Il Presidente e il Comitato così composto esercitano altresì l’attività di vigilanza sugli iscritti all’Albo e possono promuovere procedimenti disciplinari nei confronti di coloro che non abbiano adempiuto agli obblighi assunti.

E’ possibile essere iscritto all’ Albo tenuto da un solo Tribunale

Normativa

Artt.13 e segg. Disp. Att. C.p.c.

Chi può richiederla: requisiti

Per richiedere l’iscrizione all’Albo dei C.T.U. tenuto dal Tribunale di Lecco è necessario:

- avere una competenza tecnica in una determinata materia

- avere una condotta morale e politica specchiata

- avere la residenza o il domicilio professionale nel Circondario del Tribunale di Lecco

essere iscritto da almeno 5 anni ad un ordine professionale ovvero, per coloro che appartengano a categorie non organizzate in ordini o collegi professionali, all’Elenco dei periti e degli Esperti tenuto dalla locale Camera di Commercio

Dove

La domanda di iscrizione all’Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (v. infra cosa serve), unitamente alla documentazione ivi indicata, va depositata presso la cancelleria della volontaria giurisdizione durante l’orario di apertura dl pubblico

Come si svolge il procedimento

Le domande di iscrizione all’Albo dei CTU vengono esaminate, anche alla luce delle informazioni acquisite dalla cancelleria,  nel corso di una riunione del Comitato per la tenuta dell’Albo, che si tiene normalmente nei mesi di settembre/ottobre di ogni anno.

Il Comitato, qualora ritenga sussistenti i requisiti professionali e morali necessari,  delibera la iscrizione all’Albo del richiedente; in caso contrario rigetta la domanda ovvero ne sospende la valutazione in attesa di acquisire ulteriori informazioni o di effettuare ulteriori verifiche. Nella stessa sede vengono altresì deliberate le cancellazioni dall’albo eventualmente richieste oppure conseguenti all’accertamento della perdita dei requisiti. La cancelleria comunica l’esito del procedimento, effettua le conseguenti variazioni all’Albo e invita poi i nuovi consulenti a far pervenire copia della ricevuta del versamento della tassa di iscrizione (v. infra: cosa serve), che perfeziona la procedura.

Da quel momento l’iscrizione all’Albo consentirà al professionista di ricevere incarichi dal Magistrato.

La comunicazione della nomina -  con la conseguente convocazione per un’udienza nella quale il ctu nominato dovrà rendere il prescritto giuramento - sarà effettuata dalla cancelleria solo ed esclusivamente tramite posta elettronica certificata P.E.C. (art.16 D.L. 179/2012 conv. con la L. 221/2012). Le successive comunicazioni che dovessero rendersi necessarie (richieste del CTU, deposito perizie, richieste di proroghe, differimenti udienze, liquidazioni, etc) dovranno essere effettuate tramite piattaforma telematica SICID o SIECIC. A tal fine è necessario che il Consulente si registri  al ReGIndE tramite il proprio Ordine Professionale ovvero direttamente attraverso l’apposita funzionalità disponibile nel Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia (per le modalità concrete di registrazione v. pst.giustizia.it/schede pratiche/Registro Generale degli Indirizzi Elettronici).

Gli iscritti all’albo dei CTU sono tenuti a comunicare tempestivamente qualsiasi variazione dei propri dati nonché, ovviamente, la cessazione dell’attività o l’iscrizione ad altro Albo.

Cosa serve

Gli aspiranti CTU dovranno depositare:

- Nota iscrizione a ruolo e marca da €.27,00

- domanda di iscrizione albo dei ctu con contestuale autocertificazione  in bollo da €.16,00

- copia carta di identità e codice fiscale

- curriculum vitae

- titoli e documentazione atti a dimostrare la competenza tecnica e/o l’esperienza professionale acquisita o la specializzazione in un particolare settore (es.: pubblicazioni, titoli di studio, perizie etc)

- ricevuta del versamento di € 200,00 sul c/c postale n.8003 intestato all’Agenzia delle Entrate centro operativo di Pescara causale iscrizione albo ctu da effettuarsi però solo dopo l’avvenuto accoglimento della domanda.

Atto notorio

Atto Notorio

In alcuni casi particolari è possibile provare determinati fatti, stati o qualità personali con una dichiarazione resa sotto giuramento da due testimoni (muniti di documento valido di identità) davanti a un Pubblico Ufficiale.

I testimoni non devono essere né parenti né soggetti interessati all’atto.

Qualora si tratti di successione testamentaria è necessario esibire il verbale di pubblicazione del testamento.
In ogni caso, per gli atti notori ad uso successorio, è necessario essere a conoscenza delle generalità complete del defunto e degli eredi.

La competenza del Tribunale si determina in base alla residenza del richiedente o all’ultimo domicilio del defunto

E' necessario fissare un appuntamento recandosi presso l'Ufficio del Giudice di Pace in Corso Promessi Sposi n°27/C

Si richiede:

marca da bollo da euro 16,00
documento di riconoscimento valido del richiedente (in copia);
documento di riconoscimento valido di due testimoni (non interessati all’atto e non parenti (in copia);
dati anagrafici degli eredi o documenti di riconoscimento (in copia);
copia del certificato di morte del de cuius con indicazione dell’ultima residenza in vita;
fotocopia del verbale pubblicazione testamento (nel caso il defunto abbia lasciato testamento);

Per il rilascio di copia autentica:

marca da bollo da euro 16,00

marca diritti di cancelleria da euro 10,62

senza urgenza (dopo tre giorni dalla richiesta)

Non è necessaria la presenza di tutti gli eredi, ma del solo richiedente.

Gli atti notori possono essere redatti anche presso i notai.

 

Asseverazioni Perizie e Traduzioni

Asseverazioni Perizie e Traduzioni

Il servizio delle "asseverazioni" è tenuto presso il Giudice di Pace del Tribunale con il seguente orario:

dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle ore 12.00.

Presso altri uffici: ( AVVISO)

Giudice di Pace di Lecco

 

Come si procede

Il perito che ha redatto l’elaborato e il traduttore che ha redatto la traduzione del documento deve presentarsi personalmente davanti al Cancelliere e firmare un apposito verbale dopo avere giurato di aver bene e fedelmente assolto l’incarico affidatogli. Non esiste una competenza territoriale e il giuramento può essere effettuato in qualunque Tribunale su tutto il territorio nazionale.
Non è necessario che il perito e il traduttore siano iscritti ad apposito albo professionale (che, tra l'altro, per i traduttori non esiste).

La perizia e la traduzione asseverata devono riportare nell’ultima pagina, prima del giuramento, la data in cui è stata redatta e la firma del perito e/o del traduttore; la data va riportata anche sul modulo di giuramento.

Regime fiscale

1 marca da bollo da € 16,00 ogni 4 facciate (ogni pagina non può avere più di 25 righe), 1 marca da bollo da € 16,00 sul verbale di asseverazione;

per gli allegati : 1 marca da € 1 ogni allegato o 4 facciate di allegato;

Sono esenti da marche gli atti relativi a:

separazioni e divorzi
adozioni
processo del lavoro

Se la perizia o la traduzione devono essere trasmesse all’estero è necessario legalizzare la firma del cancelliere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale – quarto piano Front-Office.

Documenti

Documento d’identità del perito o traduttore
Perizia o Documento (in originale o copia autentica) oggetto di traduzione.
Normativa di riferimento: art. 5 R.D. 9 ottobre 1922, n. 1366
Verbale di asseverazione
Verbale di asseverazione perizie presso Giudice di Pace di Lecco
Verbale di asseverazione traduzioni presso il Giudice di Pace di Lecco
 

Separazione Consensuale dei Coniugi

Separazione Consensuale Coniugi

Ufficio: piano primo, stanza 108

La separazione consensuale è l'atto attraverso il quale i coniugi, di comune accordo, decidono di non vivere più sotto lo stesso tetto e di dividersi legalmente concordando le condizioni che regolano la separazione (art. 158 c. c. - art. 711 c. p. c.).

Per la separazione consensuale non è necessaria l'assistenza di un legale e la procedura è soggetta al pagamento di contributo unificato pari ad € 43,00; è esente da bolli giudiziari o diritti di cancelleria.

La domanda può essere compilata utilizzando il fac-simile allegato, integrato da eventuali ulteriori condizioni concordate tra i coniugi; si può presentare al Tribunale di Lecco se in uno dei comuni del circondario vi ha residenza o domicilio uno dei coniugi.

Il ricorso può essere depositato in cancelleria anche solo da uno dei coniugi.

Documenti da presentare:
- ricorso per separazione consensuale in doppia copia, firmato da entrambi i coniugi;
- estratto dell'Atto di Matrimonio, rilasciato dal comune in cui è stato celebrato;
- certificato cumulativo di residenza e stato di famiglia di entrambi i coniugi (se ancora conviventi è sufficiente un unico certificato)
- nota di iscrizione a ruolo
- Modulo istat per separazioni

Dopo la presentazione del ricorso i coniugi:
- possono telefonare o prendere personalmente visione in Cancelleria del giorno e dell'ora dell'udienza fissata per la comparizione davanti al Presidente del Tribunale;
- devono presentarsi entrambi nel luogo, giorno e ora indicati nel decreto di fissazione dell'udienza di comparizione;
- dopo circa 20 giorni dalla data dell'udienza possono richiedere in cancelleria copia del decreto di omologa della separazione.

Ammortamento di buoni fruttiferi e libretti di risparmio – (artt. 1 e ss. L. 30/7/1951, n. 948)

COS’E’

L’ammortamento di buoni fruttiferi, libretti di risparmio nominativi e al portatore, polizze, certificati o altri documenti nominativi o al portatore, rappresentativi di titoli o valori depositati presso aziende di credito legalmente esistenti e autorizzate è una procedura volta a privare di validità verso terzi il titolo in caso di distruzione, sottrazione e smarrimento al fine di ottenerne il duplicato o il pagamento.

SOGGETTI LEGITTIMATI

Se il titolo è rappresentato da un buono fruttifero o da un libretto di risparmio nominativo, l’intestatario o chiunque dimostri di averne diritto.

Se si tratta di libretti di risparmio o di deposito al portatore il soggetto legittimato è il possessore.

PROCEDURA

In caso di smarrimento, distruzione o sottrazione di buoni fruttiferi o di libretti di risparmio nominativi, l’intestatario di essi o chiunque dimostri di avervi diritto, al fine di ottenerne il duplicato, deve farne denuncia all’Istituto emittente presso Io stabilimento di questo dove il buono o il libretto è pagabile.

Tale denuncia deve contenere ogni estremo idoneo ad identificare il buono o il libretto, a stabilire le circostanze della perdita, e, se fatta da persona diversa dall’intestatario, tutte le notizie utili a legittimare il diritto del denunciante.

Ricevuta la denuncia l’istituto emittente appone, mediante affissione nei locali aperti al pubblico dello stabilimento dell’istituto emittente presso il quale il buono o il libretto è pagabile, un avviso in cui diffida l’ignoto detentore a farne consegna all’istituto emittente o a notificargli la propria opposizione entro 90 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, con avvertenza che, in difetto di opposizione entro il predetto termine, il buono o il libretto sarà considerato inefficace.

Se nei predetti 90 giorni non viene presentata opposizione oppure il titolo non viene recuperato o rinvenuto, il denunciante ha il diritto di ottenere dall’istituto emittente il rilascio del duplicato.

L’opposizione deve essere proposta davanti all’autorità giudiziaria, competente per valore, nella cui giurisdizione si trova lo stabilimento dell’istituto emittente presso il quale il buono o libretto è pagabile, con citazione da notificarsi all’istituto, presso lo stabilimento predetto, ed a chi ha presentato la denuncia. L’opposizione, tranne il caso in cui venga proposta dallo stesso istituto emittente, non è ammissibile senza il deposito del buono o libretto presso la cancelleria. Se l’opposizione del detentore è respinta, il buono o libretto, depositato a norma del precedente comma, viene consegnato al denunciante dopo che la relativa sentenza è passata in cosa giudicata.

In caso di smarrimento, distruzione o sottrazione di libretti di risparmio o di deposito al portatore o considerati tali, il possessore, oltre alla denuncia all’istituto emittente presso lo stabilimento di questo dove il libretto è pagabile (indicando possibilmente il numero, l’eventuale intestazione e la somma iscritta a credito, unitamente a quelle altre notizie, le quali possano contribuire ad identificare il libretto, a legittimare il diritto del denunciante ed a stabilire le circostanze della perdita) deve, entro 15 giorni dalla presentazione della denuncia stessa, presentare un ricorso al Presidente del Tribunale nella cui giurisdizione si trova lo stabilimento ove è pagabile il libretto, corredato da tutte le prove che dimostrino il suo possesso del libretto in oggetto. Una copia in carta libera del ricorso deve essere trasmessa, a cura del ricorrente, all’istituto emittente, presso lo stabilimento ove il libretto è pagabile, mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno; in caso contrario, l’annotazione di fermo si ha per non avvenuta.

Una volta ritenuti attendibili i fatti esposti e convincenti le prove addotte, il Presidente emette un decreto con cui pronuncia l’inefficacia del libretto e autorizza l’istituto emittente a rilasciarne un duplicato. II ricorrente deve notificare il decreto all’istituto emittente presso lo stabilimento ove il libretto è pagabile. Dopo il decorso del termine per l’opposizione (90 giorni) munito di una certificazione della cancelleria attestante la circostanza l’interessato potrà rivolgersi alla banca per ottenere il duplicato del titolo.

PER IL RILASCIO DI COPIA AUTENTICA DEL PROVVEDIMENTO DEL PRESIDENTE: n. 2 marche diritti di cancelleria da euro 10.62 senza urgenza (con urgenza il triplo = euro 31,86)

PER IL RILASCIO NEL   CERTIFICATO DI NON OPPOSIZIONE euro 3.54 in marche da bollo (con urgenza – entro il terzo giorno- il triplo). N.B.: la presente richiesta di certificato deve essere depositata presso l’Ufficio del Ruolo Generale Civile soltanto DOPO, che siano trascorsi 10 qiorni (termine previsto dall’art. 165 c.p.c. per la costituzione dell’attore) dalla scadenza del termine indicato nel provvedimento del Presidente.

Ammortamento della cambiale – (artt. 89 e ss. r.d. 14/12/1933, n. 1669)

COS’E’

L’ammortamento di una cambiale è la procedura volta a privare di validità verso terzi il titolo sottratto, smarrito o distrutto assicurandone il pagamento al proprietario dello stesso.

SOGGETTI LEGITTIMATI

Può richiederlo il portatore della cambiale.

PROCEDURA

Occorre farne denuncia al trattario (colui che riceve l’ordine di pagare) e chiedere l’ammortamento del titolo con ricorso al Presidente del Tribunale del luogo in cui la cambiale è pagabile.

II ricorso deve indicare i requisiti della cambiale e, se si tratta di cambiale in bianco, quelli sufficienti per identificarla.

Premessi gli opportuni accertamenti sulla verità dei fatti e sul diritto del portatore, il presidente del Tribunale, con decreto, pronuncia, nel più breve tempo possibile, l’ammortamento e ne autorizza il pagamento:

  • se la cambiale è scaduta o è a vista, dopo 30 giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale;
  • se non è ancora scaduta, trascorsi 30 giorni dalla data di scadenza, se questa sia successiva alla detta pubblicazione, purchè nel frattempo non venga fatta opposizione dal detentore.

Il decreto di ammortamento deve essere notificato dal ricorrente al trattario e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

Nonostante la denuncia, il pagamento della cambiale al detentore prima della notifica del decreto, libera il debitore.

Durante il suddetto termine, il ricorrente può esercitare tutti gli atti volti alla conservazione dei suoi diritti; se la cambiale è pagabile a vista oppure scaduta il ricorrente può esigerne il pagamento su cauzione oppure il deposito giudiziario della somma.

Con l’ammortamento si estingue ogni diritto derivante dalla cambiale ammortizzata: tuttavia non vengono pregiudicate le eventuali ragioni del portatore verso chi ottenne l’ammortamento.

Il detentore può proporre opposizione al decreto con citazione che deve essere notificata al ricorrente e al trattario. Se non viene proposta opposizione o essa viene rigettata con sentenza definitiva, la cambiale perde ogni efficacia.

Colui che ha ottenuto l’ammortamento può, presentando il relativo decreto e un certificato del cancelliere del Tribunale comprovante la non interposta opposizione o la sentenza definitiva di rigetto di essa (sentenza che non accoglie l’opposizione), esigere il pagamento oppure, trattandosi di cambiale in bianco o non ancora scaduta , un duplicato.